Questa pubblicazione storica nasce dal ritrovamento di un diario anonimo, scritto molto probabilmente da un prete della famiglia Paradisi di Schiavi (ora Fontechiari), nel quale si riporta quasi giornalmente la vita di paese, passando dalla descrizione di eventi metereologici particolarmente avversi, ai prezzi dei capi di bestiame, alle fasi politiche legate agli avvicendamenti dei sindaci ora filo piemontesi, ora filo borbonici, fino alle feste religiose. Ma il racconto del tran tran quotidiano viene interrotto, ad un certo punto, dalla cronaca dell’arrivo di una banda di briganti che entra a Schiavi gridando “Viva Francesco II” e mette a ferro e a fuoco le case dei filo piemontesi, salvando quelle dei realisti: è la notte del 9 maggio 1862, a circa le ore tre. La Banda era capeggiata dal “generale” Luigi Alonzi di Sora, detto Chiavone.
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